Dal vangelo di Matteo (Renzi): “Apritevi alla Google generation”

“Anche i dinosauri prima o poi si estinguono”. Nel Jurassic Park della politica italiana di centro-trattino-sinistra, Matteo Renzi, candidato a sindaco di Firenze del Partito democratico, si muove con un breviario in mano. Il titolo potrà sembrare sacrilego ma è la postmodernità stampata a inchiostro: “Tra De Gasperi e gli U2, i trentenni e il futuro”. L’ha scritto lui il libro, nel 2006, all’epoca era già presidente della provincia.
14 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 18:17
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E nell’esclamazione puntata c’è tutto un universo, da Topolino in avanti. “Nei fumetti della Disney con cui siamo cresciuti – sottolinea l’aspirante sindaco – la pagina più insopportabile di Zio Paperone, che peraltro non pare propriamente un mostro di simpatia, è la rievocazione nostalgica e mitologica della stagione della sua vita in cui estraeva oro nel Klondike. Siamo cresciuti con questo Klondike che ci stava allegramente sulle scatole. Politicamente il nostro Klondike è stato il 1968”. Per un totem che va, un mito che viene. “Mi piacerebbe citare come simboli di questa generazione esempi belli e ideali, come Bobby Sands e il movimento per la pace; come i giovani di Tien An Men o gli ispiratori delle grandi battaglie ambientali. Scelte tutte attuali. Ma credo che un simbolo, ricco di contraddizione e per alcuni aspetti portatore sano di inquietudine, per noi, possa essere la storia di Google. Noi siamo la generazione di Google”. Così, tra la tecnologia e il computer, di capitolo in capitolo, si arriva al “file sharing con mio padre”, introdotto da una frase di Nick Hornby, scrittore inglese 51enne. “Se Christina Aguilera o Britney Spears o qualche altro coglione di Idolo Americano possono essere qualcosa, perché io no? Dov’è quel che mi spetta?”.
La domanda resta sospesa, i files si aprono lentamente e al quinto arriva il calcio con i lunghi prati verdi del nostro infingimento. I cinque files, infatti, partono dalla storia di uno sportivo. “Quella di un calciatore, Damiano Tommasi, centrocampista della Roma. Uno dei punti di riferimento per questo sport. Sia per i valori che ha trasmesso, a colleghi e tifosi. Sia per un episodio specifico”. Si tratta del suo infortunio, della sua rinuncia a uno stipendio milionario per 1500 euro al mese, del ritorno in campo, contro il destino. “Sarebbe bello se alla mia generazione – conclude Renzi – venisse voglia di riscrivere la Costituzione. E di riscriverla ora. Qui e ora. Ora che sono vivi e lucidi personaggi di quel tempo là. Adesso vorrei riscrivere la Costituzione, con loro. E con i giovani della post-generazione. Quelli sospesi tra le fiction di De Gasperi e gli interventi contro la povertà degli U2”. In the name of love.